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REGIMI PER IMPATRIATI “À LA CARTE”: È POSSIBILE APPLICARE PIÙ AGEVOLAZIONI IN MODO SELETTIVO
Chi rientra in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero si trova spesso in una situazione complessa: redditi di natura diversa, rapporti con più soggetti, attività che spaziano dalla ricerca alla libera professione. La domanda che molti si pongono è se sia possibile applicare a ciascun reddito il regime agevolativo più favorevole, oppure se si debba scegliere un’unica strada per tutti.
Con la risposta a interpello n. 956-146/2026 — ottenuta dal nostro Studio e non ancora pubblicata — l’Agenzia delle Entrate ha dato una risposta chiara: i regimi agevolativi per chi si trasferisce in Italia possono convivere, ciascuno applicato ai redditi per i quali sussistono i rispettivi requisiti. Non si tratta di un “o l’uno o l’altro”, ma di un sistema modulare.
Il caso riguardava un professionista con un profilo internazionale articolato: docente universitario, titolare di rapporti di lavoro e collaborazione in più Paesi. Al rientro in Italia avrebbe prodotto redditi di natura e provenienza molto diversa tra loro. La questione era se potesse applicare simultaneamente il regime docenti e ricercatori (art. 44 d.l. 78/2010) ai redditi da insegnamento e ricerca e il nuovo regime impatriati (art. 5 d.lgs. 209/2023) agli altri redditi di lavoro.
L’Agenzia ha confermato che sì, è possibile. I due regimi viaggiano su binari autonomi.
Ma il parere va oltre. L’interpello ha anche chiarito come funziona il requisito di permanenza estera quando il contribuente mantiene rapporti con soggetti per cui lavorava già all’estero. In quel caso il periodo minimo di residenza fuori dall’Italia sale da tre a sei o sette anni — ma solo per i redditi derivanti da quei rapporti specifici. Gli altri redditi, quelli prodotti in favore di soggetti nuovi, seguono la regola ordinaria del triennio.
Il risultato è un meccanismo a geometria variabile. Per lo stesso contribuente, nello stesso periodo d’imposta, possono coesistere redditi agevolati al 90% (regime docenti/ricercatori), redditi agevolati al 50% con requisito triennale (regime impatriati, rapporti nuovi) e redditi agevolati al 50% con requisito di sei anni (regime impatriati, rapporti preesistenti). Ciascuno con le proprie condizioni, ciascuno indipendente dagli altri.
Questo approccio “à la carte” è coerente con la ratio delle norme, che puntano ad attrarre competenze in Italia senza penalizzare chi ha un profilo professionale articolato. Ma la sua applicazione richiede un lavoro attento di analisi: mappare ogni rapporto, verificare i requisiti per ciascun reddito, documentare il luogo effettivo di svolgimento dell’attività.
Il nostro Studio si occupa da anni delle agevolazioni fiscali per chi si trasferisce in Italia — impatriati, docenti, ricercatori, lavoratori con profili internazionali. Lo facciamo con un obiettivo preciso: ottenere per ogni cliente il massimo beneficio possibile, affrontando e risolvendo i dubbi applicativi che queste norme inevitabilmente generano. Dall’individuazione del momento di assunzione della residenza fiscale alla gestione dei rapporti con l’Agenzia delle Entrate, inclusa la presentazione di interpelli su questioni non ancora risolte dalla prassi.
Chi sta valutando un rientro in Italia e vuole capire quali agevolazioni può ottenere può contattarci per una prima analisi della propria situazione.
Christian Penso