LO STUDIO


Siamo uno Studio di Tributaristi e Dottori Commercialisti che da oltre 50 anni fornisce consulenza societaria, finanziaria e fiscale, nazionale e internazionale, prevalentemente alle aziende.
Siamo attenti alle evoluzioni del nostro mondo, per cui ci occupiamo con grande interesse anche della fiscalità connessa alle criptovalute e ai criptoassets.

CRYPTO E TASSE

Crypto” o “cripto“ deriva da una parola greca che significa “nascosto”, “coperto”, ma ciò non può indurre a ritenere che i guadagni legati ai criptoassets (criptovalute, DeFi, Cripto Art, NFT, attività di mining) possano rimanere nascosti al Fisco.

In realtà, anche trascurando il fatto che ogni blockchain è un registro pubblico (perché è accessibile su internet a chiunque), l’amministrazione finanziaria è perfettamente in grado di intercettare il momento in cui le somme rientrano nel circuito della moneta tradizionale (“FIAT”) per essere spese o reinvestite.

Il Fisco ha da tempo messo gli occhi sul fenomeno e, anche in assenza di norme fiscali specifiche, ha inquadrato le nuove realtà nei vecchi schemi, per cui anche il possesso di criptoassets è fonte di obblighi tributari.

Anzi, proprio la natura sfuggente di tali beni induce l’Amministrazione finanziaria a chiedere ai contribuenti qualche adempimento specifico: il semplice possesso di criptovalute (o valute virtuali) comporta infatti l’obbligo di dichiarazione ai fini del “monitoraggio fiscale” (nel quadro RW) indipendentemente dall’importo posseduto.

Inoltre, se in un anno la detenzione delle valute virtuali (insieme ad  eventuali valute estere) ha superato la soglia di 51.645 Euro per 7 giorni lavorativi consecutivi, i guadagni realizzati attraverso la loro compravendita (trading) sono imponibili quali “redditi diversi” (art. 67 TUIR, comma 1 lett. c-ter).

In alcuni casi poi, soprattutto per chi compra e vende gli NFT, potrebbe anche essere necessario possedere la Partita Iva.
Se cerchi un commercialista esperto in criptovalute, il nostro Studio può aiutarti a capire il corretto regime fiscale della tua attività, e ad essere in regola con la dichiarazione dei redditi, occupandosi anche solo dei quadri interessati dal mondo cripto (RW e, in alcuni casi, RT).

Possiamo anche darti supporto per regolarizzare il passato, se ce ne fosse bisogno, con il “ravvedimento operoso” (art. 13 del Dlgs. 472/1997).

CONSULENZA SU CRIPTOVALTE E CRIPTOASSETS

Dubbi sul regime fiscale dei criptoassets? Ti hanno sconsigliato di investire in criptovalute perché poi è complicato dichiararle al Fisco? Oppure perché si tratta di strumenti utilizzati dalla criminalità che ti espongono a qualche rischio legale? Temi che sia troppo complesso essere in regola dal punto di vista fiscale? Hai criptovalute che non hai mai indicato nella dichiarazione dei redditi, e ora temi di passare per evasore e incorrere in pesanti sanzioni?
Queste sono le problematiche che sentiamo dai nostri clienti, e che affrontiamo con loro in grande serenità.

Parliamone!

Tieni presente che non forniamo indicazioni sugli investimenti, ma consulenza fiscale.

DICHIARAZIONE DEI REDDITI CON CRIPTOVALUTE QUADRO RW

Hai investimenti in criptovalute (Bitcoin, Ethereum o altri) e vuoi essere in regola?

Se nel 2021 hai investito in criptovalute e possiedi portafogli digitali, sei tenuto a dichiararle.

Le criptovalute si “monitorano” nel quadro RW della Dichiarazione dei redditi, e occorre anche verificare se il valore degli investimenti (calcolato secondo uno specifico criterio fiscale) abbia superato la soglia oltre la quale bisogna tassare i profitti e dichiarare le perdite.

Il nostro Studio può occuparsi di tutta la tua dichiarazione dei redditi o, se preferisci, dei soli quadri interessati dai criptoassets: il quadro RW per il monitoraggio, ed eventualmente il quadro RT se fossi tenuto a dichiarare le plusvalenze o le minusvalenze.

Attraverso i nostri servizi dedicati ti indicheremo con semplicità quali dati occorrono, e in quale formato. Poi, grazie anche alla storica esperienza di fiscalità internazionale, valuteremo la tua situazione e ti assicureremo gli adempimenti corretti.

REGOLARIZZAZIONE DEL PASSATO

Le regole sulla dichiarazione delle criptovalute sono in vigore da tempo.

Se, anche in buona fede, non le hai rispettate, detenendo valute virtuali senza dichiararle, hai compiuto delle infrazioni che ti espongono a verifiche e contestazioni.

Tieni presente che nella maggior parte dei casi è possibile sanare eventuali irregolarità attraverso il “ravvedimento operoso”.

Si tratta di:

  • predisporre e presentare una nuova dichiarazione corretta per ogni anno d’imposta, completa di quadro RW per le criptovalute detenute, e di quadro RT per le eventuali plusvalenze realizzate, nei casi in cui ci sia l’obbligo di tassarle;
  • pagare le imposte eventualmente dovute;
  • pagare le sanzioni in misura ridottissima, cioè solitamente meno del 16% del minimo previsto dalla legge, molto meno di quanto pagheresti se fosse il Fisco a muoversi per primo.

Possiamo ricostruire ed esaminare la situazione passata, e dirti se ci sono irregolarità da sanare, stimando i costi della regolarizzazione.

RELAZIONE TECNICA ANTIRICICLAGGIO

Il relativo anonimato, l’assenza di un soggetto che vigili sulle transazioni eseguite, e infine l’assenza di una autorità centrale che emette la moneta virtuale e su di essa realizza un controllo attivo, comportano il rischio di utilizzo delle criptovalute per finalità di riciclaggio, autoriciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Il rischio aumenta quando le transazioni vengono effettuate senza il coinvolgimento di soggetti terzi come exchanger o wallet provider.

Per questo le banche e gli altri intermediari finanziari, che sono obbligati agli stringenti adempimenti antiriciclaggio previsti dalla normativa, sono estremamente circospetti rispetto agli accrediti di denaro sui conti intrattenuti presso di loro, se provenienti da exchanger o wallet provider.

Un trader potrebbe pertanto sentirsi richiedere dettagliate informazioni sulla provenienza delle somme, ma non essere in grado di ripercorrere a ritroso l’attività di trading svolta, per tracciarne con precisione l’origine. In altri casi gli istituti bancari potrebbero non essere in grado di considerare attendibili, o comprensibili, i report forniti dagli exchange.

In queste evenienze potrebbe essere utile fornire loro la relazione tecnica di un esperto che abbia analizzato i movimenti a monte del disinvestimento, e che attesti che i fondi provenivano originariamente dal sistema bancario e, soprattutto, che non vi sono stati apporti da soggetti terzi non individuabili.

Il nostro Studio fornisce questo servizio.

CONSULENZA IN MATERIA DI CRYPTOVALUTE E TASSE

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