TRANSFER PRICING: IN AUMENTO GLI ACCORDI PREVENTIVI

Il migliore strumento per prevenire contenziosi dall’esito imprevedibile.

Nel mese di luglio la Commissione europea ha pubblicato le statistiche sugli “Advance pricing arrangements” (“APA”) stipulati nei vari Paesi dell’Unione.

Gli APA sono utilissimi strumenti di prevenzione delle controversie in materia di Transfer pricing. Si tratta di accordi preventivi che fissano, prima della realizzazione delle transazioni infragruppo, i criteri (metodo, elementi comparabili e relative rettifiche appropriate, ipotesi di base sugli sviluppi futuri, eccetera) per la determinazione dei prezzi di trasferimento da applicare. In tal modo si mira a prevenire possibili controversie e costi connessi. Gli Apa rappresentano, quindi, una forma avanzata di dialogo tra Fisco e contribuente, il cui scopo è, da un lato, garantire che le transazioni infragruppo siano realizzate nel rispetto del principio di libera concorrenza e, dall’altro, prevenire possibili controversie, in uno spirito di collaborazione tra contribuente e autorità fiscale.

In base al numero di amministrazioni fiscali coinvolte nell’accordo, un Apa può essere unilaterale o multilaterale

Secondo le statistiche della Commissione europea, il numero totale dei nuovi Apa completati in Italia nel 2018 era pari a 48 (su 1.241 dell’intera UE), di cui 20 intra-Ue, cioè siglati dall’Agenzia delle entrate con aziende europee, e 28 con controparte era una multinazionale non europea. Solo 5 istanze di accordo sono state respinte.

Il tempo medio per il raggiungimento degli accordi è stato di 51 mesi per quelli UE e 34 per quelli extra UE.

Il totale degli accordi vigenti alla fine del 2018 tra Agenzia delle entrate e contribuenti era di 170, di cui 77 UE e 93 extra UE.

Il nostro Studio negli ultimi anni ha concluso diversi accordi di questo tipo, e incoraggia le imprese che abbiano scambi infragruppo con consociate estere a prevenire dispendiosi contenziosi scegliendo la strada degli APA.

 

Christian Penso