SEMPLIFICAZIONE, CHE PAURA!

Il Patent box è appena stato “semplificato”. Insomma è sparito.

Come imprese e professionisti vorremmo sempre veder semplificata la selva giuridica nella quale, nostro malgrado, abitiamo.

Quando però il legislatore dichiara di semplificare, solitamente fa peggio. “Semplificazione” è una parola popolare, che quindi è comoda per confondere le acque e nascondere operazioni che non possono essere presentate per quello che sono: un danno per i contribuenti.

Ormai quando sentiamo questa parola abbiamo reazioni allergiche, perché sino ad oggi, in ambito fiscale, è sempre stata sinonimo di presa in giro.

Oggi, ad esempio, tocca al Patent box essere semplificato.

L’art. 6 del recente “Decreto fiscale” (DL 146/2021) è addirittura ufficialmente intitolato “Semplificazione della disciplina del patent box”.

Come viene resa più semplice questa bella agevolazione apprezzata dalle imprese da vari anni? Viene semplicemente abrogata.

Al suo posto arriva una piccola detrazione fiscale.

Mentre sino ad oggi si poteva detassare metà del reddito derivante da brevetti, know how e altri intangibili, da domani si raddoppierà (quasi) la deduzione dei costi sostenuti per ottenerli.

Chi ci guadagna?

La relazione illustrativa al decreto spiega che l’Erario risparmierà 363 milioni di Euro in tre anni.

È un modo elegante, ma falso, per dire che è stata aumentata la tassazione sulle imprese.

Ancora una volta, quando sentiamo parlare di semplificazione dobbiamo pensare “Si salvi chi può!”.

Avremmo preferito essere trattati da cittadini maturi, senza ipocrisie.

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Christian Penso