SCAMBIO AUTOMATICO DELLE INFORMAZIONI SUI CONTI CORRENTI ESTERI DEI RESIDENTI ITALIANI

Sono ormai 101 i Paesi che trasmettono al Fisco i dati dei conti correnti e depositi esteri degli italiani.

Cresce il numero dei Paesi che aderiscono al sistema di scambio automatico delle informazioni sui conti correnti e depositi esteri.

Si tratta del cosiddetto Common Reporting Standard (CRS).

Con un recente provvedimento (DM 26/04/2018), sono stati aggiunti 9 paesi all’elenco di quelli già in precedenza aderenti al sistema.

Le “new entry” sono l’Albania, la Turchia, le Bahamas, il Baharein, gli Emirati Arabi Uniti, il Kuwait, il Quatar, la Nigeria e l’Azerbaijan.

I dati che annualmente, entro il 30 settembre, saranno trasmessi dalle autorità finanziarie estere riguardano il saldo del conto, o il valore del deposito, gli interessi percepiti, i dividendi e gli altri redditi generati dalle attività finanziarie possedute all’estero.

Ricordiamo che le informazioni pervenute dall’estero nell’ambito dello scambio automatico saranno possibile fonte di innesco di successive richieste dell’Amministrazione Finanziaria, mirate ad accertare eventuali evasioni di imposta.

Per consultare l’elenco aggiornato delle “giurisdizioni partecipanti”, cioè dei Paesi che forniranno al fisco italiano le informazioni previste dal CRS, clicca qui.

Si fa notare l’assenza degli Stati Uniti, cioè proprio del paese che può essere considerato il precursore del sistema dello scambio automatico delle informazioni, avendo imposto a tutto il mondo il cosiddetto sistema FATCA, che contempla l’obbligo di trasmettere i dati dei conti detenuti all’estero dai cittadini statunitensi.

Ad oggi, quindi, i conti posseduti negli USA dagli italiani non sono soggetti allo scambio, mentre lo sono ad esempio quelli detenuti a Dubai o alle Bahamas.

Paolo Venuti