REGOLARIZZARE I BENI ALL’ESTERO PRIMA CHE CI ARRIVI IL FISCO.

Sistemare ciò che emergerà con gli scambi automatici di informazioni.

 

Non se ne accorgeranno mai”, si poteva pensare una volta, quando le informazioni a disposizione del Fisco sulle disponibilità all’estero di beni, conti correnti, depositi titoli o altre ricchezze erano quasi inesistenti.

Ma negli ultimi lustri la situazione è cambiata molto, perché le Amministrazioni finanziarie di tantissimi Paesi si sono organizzate, e hanno iniziato a scambiarsi spontaneamente informazioni sui contribuenti.

Tant’è che in questo periodo stanno arrivando a molti contribuenti, da parte dell’agenzia delle Entrate, richieste di chiarimenti sulle discordanze tra quel che risulta all’amministrazione e quanto indicato in dichiarazione dei redditi (nel quadro RW).

Per alcuni contribuenti, questo potrebbe costituire solo la prima tappa di un processo che porterà ad un accertamento più esteso che, facilmente, coinvolgerà tutte le annualità ancora accertabili.

Ci risulta che il Fisco abbia già redatto liste selettive di contribuenti, sulla base dei dati ricevuti dalle amministrazioni fiscali estere mediante lo scambio automatico di informazioni. L’Agenzia ha mostrato di poter individuare con estrema precisione alcuni dati rilevanti, tra i quali l’istituto finanziario, il numero di conto, il saldo e la valuta, nonché una serie di dati reddituali come i dividendi, gli interessi ed i proventi lordi.

Le comunicazioni obbligheranno il contribuente a chiarire in pochi giorni la propria posizione, che spesso si è formata e stratificata senza ordine negli anni, senza una adeguata conservazione di documenti.

Il tutto con grande tensione e preoccupazione, anche in relazione alla punibilità dei reati tributari di dichiarazione infedele e omessa dichiarazione per gli importi maggiori

Il consiglio è quello di affrontare il problema finché c’è tempo, e il ravvedimento è meno oneroso.

Il nostro Studio è solito partire da un’analisi di tutte le consistenze estere, per inquadrare anzitutto il corretto regime tributario di redditi e disponibilità, solitamente trascurato quando si pensava che “Non se ne accorgeranno mai”.  Segue una stima dei carichi fiscali e, infine, la regolarizzazione almeno delle situazioni maggiormente a rischio.

Contattateci! studio@studiopenso.it

 

Christian Penso