LA RESIDENZA FISCALE DELLE SOCIETÀ.

Una buona pianificazione societaria permette di evitare accertamenti fiscali basati sulla residenza fiscale.

 

La questione della corretta individuazione della residenza fiscale delle società è estremamente importante al fine di evitare accertamenti da parte del Fisco.

In alcuni casi l’individuazione è relativamente semplice, in altri, dove le società ad esempio operano su più mercati, decisamente più complicata

Le norme tributarie prevedono che le società si considerano fiscalmente residenti in Italia, e qui tassate, qualora per la maggior parte del periodo d’imposta abbiano nel territorio dello Stato italiano la sede legale, la sede dell’amministrazione oppure l’oggetto principale.

La sede legale di norma crea pochi problemi dal punto di vista accertativo in quanto si tratta di un criterio oggettivo e formale, facilmente identificabile dall’atto costitutivo o dal Registro delle imprese.

La sede dell’amministrazione è invece il punto critico su cui si concentrano la maggior parte degli accertamenti.

Non esiste una definizione di legge, tuttavia normalmente viene considerata come il luogo in cui si svolge la concreta attività amministrativa o direzionale di una società.

Di prassi viene identificata con il luogo dove vengono prese le decisioni chiave di natura gestionale e commerciale necessarie per la conduzione giornaliera dell’attività della società.

È quindi sempre delicata la scelta della composizione dell’Organo Amministrativo, se ad esso partecipano persone residenti in Italia.

Altro elemento problematico è rappresentato dallo svolgimento dell’attività principale nel territorio dello Stato.

Per oggetto principale si intende l’attività che consente di realizzare gli scopi primari indicati dalla legge, dall’atto costitutivo o dallo statuto.

Con prevalenza sull’atto costitutivo o sullo statuto, l’oggetto principale della società, per legge, è determinato in base all’attività effettivamente esercitata nel territorio dello Stato.

Per l’identificazione dell’oggetto principale è rilevante l’attività concretamente svolta dalla società, anche in deroga a quanto previsto dall’oggetto sociale.

Non ci sono particolari problemi per quelle attività caratterizzate da un chiaro radicamento in un determinato territorio, come ad esempio un’attività commerciale il cui mercato si esaurisce all’interno di un unico Stato.

Più complessi sono, invece, quei casi in cui oggetto dell’accertamento siano soggetti che gestiscono una pluralità di attività in diversi Paesi.

In queste situazioni, per determinare lo Stato di residenza potrà essere valorizzato, ad esempio, il principale mercato di destinazione, dove sono localizzati la maggior parte dei punti vendita e in cui è realizzata la maggior parte del fatturato.

In alternativa, può essere considerato significativo il Paese in cui viene impiegato il maggior numero di dipendenti o in cui è maggiore l’ammontare degli investimenti.

Il concetto di residenza fiscale quindi può essere molto complesso.

Pertanto, per evitare accertamenti fiscali, sia nella fase di costituzione di una società che successivamente per tutta la sua durata è molto importante pianificare e/o adeguare la struttura societaria con particolare attenzione ai mercati di riferimento (che possono variare nel tempo) e alle esigenze di governance.  

 

Andrea Calafato