COSTRUIRE I MODELLI 231 PER I REATI TRIBUTARI

I reati tributari sono oggi il presupposto per la responsabilità amministrativa delle società. Le imprese si interrogano su come scrivere o integrare concretamente i propri Modelli 231.

Dal 2020 i più gravi reati fiscali, quelli accomunati dalla maggiore dolosità, sono entrati a far parte dell’elenco dei reati rilevanti ai fini della responsabilità amministrativa degli enti disciplinata dal Dlgs 231/2001.

Come va costruito o integrato un “Modello 231” perché possa efficacemente scongiurare tale responsabilità?

Riteniamo che se ne possano identificare quattro componenti fondamentali.

  1. Dichiarazione della strategia fiscale

Si tratta della trasparente adozione di una complessiva strategia fiscale, che illustri il grado di impegno della direzione in relazione alle decisioni di tax planning, al reporting, alle dichiarazioni fiscali e al pagamento delle imposte. Espone l’atteggiamento dei vertici aziendali nei confronti del rischio fiscale.

Non si tratta di declamare solenni impegni di fedeltà fiscale, ma di stabilire ad esempio, una volta esclusa la dolosa ricerca dell’illecito, il grado di accettabilità di scelte fiscali potenzialmente confliggenti con le interpretazioni a volte eccessivamente restrittive delle autorità fiscali.

  1. Applicazione globale

Come è ormai prassi per i Modelli 231, anche il loro modulo fiscale dovrà essere sviluppato con un approccio per processi, in modo che le politiche fiscali aziendali, le regole, le procedure interne e i processi relativi alle imposte sul reddito, all’IRAP e all’IVA siano documentati, e riguardino ogni transazione, routinaria o non routinaria.

Il sistema dovrà innervare tutti i processi quotidiani che abbiano possibili risvolti fiscali.

  1. Assegnazione di ruoli e responsabilità

La strategia fiscale compete ovviamente al senior management, che la incorpora nel sistema 231.

I processi con impatto sulla fiscalità debbono poi essere affidati a soggetti interni o esterni con adeguate competenze ed esperienza.

La mappatura dei processi è pertanto essenziale.

Altrettanto lo sarà, soprattutto, una adeguata separazione dei ruoli.

  1. Documentazione dei processi

L’intero processo deve essere documentato.

Occorre predisporre un sistema di segnalazione degli eventi e delle operazioni, in modo che i potenziali rischi di illecito siano identificati e gestiti.

Occorrerà anche tracciare ogni comunicazione interna riguardante la fiscalità, inclusi pareri, raccomandazioni e corrispondenza con i consulenti tributari.

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Volete farvi un’idea più precisa su come proteggere la vostra società dalle responsabilità previste dal D.Lgs 231/2001? Il nostro Studio è disponibile per un incontro gratuito.

 Christian Penso