ALLERTA CRISI: IN UN MOMENTO COSÌ DIFFICILE GLI AMMINISTRATORI SONO RESPONSABILI PERSONALMENTE

Il rinvio di alcuni, e solo alcuni, obblighi di segnalazione rischia di creare una pericolosa illusione. Invece già oggi gli amministratori rischiano in proprio.

Le imprese più attente stanno preparandosi da mesi alla piena entrata in funzione del sistema di allerta della crisi di impresa, che chiede agli imprenditori di organizzarsi per prevenire la propria insolvenza e di attivarsi senza ritardi nel caso in cui si manifestino i primi segni di crisi.

A poco più di cinque mesi dal “via”, originariamente previsto per il 15 agosto 2020, il Governo è intervenuto (con il DL 9/2020) per prorogare al 15 febbraio 2021 alcuni termini previsti dal Codice della Crisi e dell’Insolvenza.

In particolare, slittano di sei mesi sia la segnalazione dovuta dagli organi di controllo e dai revisori legali dei conti verso l’OCRI, sia la segnalazione dovuta dai creditori pubblici qualificati verso il debitore e verso l’OCRI.

Ricordiamo che, nel nuovo sistema di allerta, già dal marzo 2019 gli amministratori sono responsabili di tutti i debiti della società (verso dipendenti, Stato, banche, fornitori…) nel caso in cui gestiscano l’azienda senza un adeguato sistema di controllo.

Inoltre, dal 15 agosto 2020 sindaci e revisori delle società avranno l’obbligo di verificare che gli amministratori valutino costantemente l’adeguatezza dell’organizzazione della loro impresa (il cosiddetto “assetto organizzativo”), la permanenza dell’equilibrio economico-finanziario e il prevedibile andamento della gestione. In caso di oggettivi indizi di crisi dovranno segnalarli immediatamente all’organo amministrativo.

La segnalazione deve fissare di un termine, al massimo di 30 giorni, entro il quale l’organo amministrativo deve riferire sulle soluzioni individuate e le iniziative intraprese. In caso di mancata o inadeguata risposta da parte degli amministratori, o anche di mancata adozione delle misure ritenute necessarie per superare lo stato di crisi, sindaci e revisori dovranno informare senza indugio l’OCRI, l’organismo pubblico creato per la gestione della crisi.

È solo l’entrata in vigore di quest’ultimo obbligo di segnalazione che slitta al 15 febbraio 2021.

Lo stesso vale per gli obblighi di segnalazione posti a carico dell’Agenzia delle entrate e della Riscossione e dell’INPS.

La proroga rischia però di creare pericolose illusioni in questo impressionante momento storico, in cui è facile presagire grandi difficoltà per tutte le imprese.

Infatti non è stato prorogato, anzi è già in vigore, l’obbligo per gli amministratori di organizzare l’azienda per monitorare i segnali di crisi e per gestirli nel caso in cui si manifestino, né è stata prorogata la previsione della loro responsabilità con beni personali presenti e futuri nel caso in cui la mancanza di organizzazione abbia contribuito ad un dissesto.

Crediamo che sia questo il momento per iniziare ad attrezzarsi, per progettare le minimali procedure aziendali di monitoraggio e di allerta, a garanzia proprio degli amministratori.

Siamo a disposizione oggi per gli imprenditori che vogliono mettere subito al riparo il proprio patrimonio.

 Christian Penso