LA RUBRICA DELLE FAKE NEWS – I SOLDI DEL “CONTO SVUOTATO” SONO IN ITALIA DA ANNI, E GIÀ IN MANO ALLA GIUSTIZIA

Dopo aver visto increduli la prima pagina del Mattino di Padova di oggi, col titolo a caratteri cubitali “GALAN, CONTO SVUOTATO DAI VENUTI”, abbiamo inviato alla stampa la lettera che segue, sicuri che verrà pubblicata con la stessa visibilità.

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Padova, 16.04.2019

Spett.li
IL MATTINO DI PADOVA
IL GAZZETTINO
IL CORRIERE DELLA SERA/CORRIERE DEL VENETO

OGGETTO: CROAZIA, “CONTO SVUOTATO DAI VENUTI”

Con riferimento a quanto pubblicato oggi in prima pagina da Il Mattino di Padova, con articolo a pagina 20 a firma Carlo Mion, in relazione al conto corrente presso Veneto Banka di Zagabria intestato a Unione Fiduciaria Spa, con fiduciante mia moglie Farina Alessandra, Vi prego di pubblicare, con la medesima visibilità, queste mie precisazioni, che Vi formulo nella mia qualità di beneficiario effettivo, o avente diritto economico, del conto.

Quelle somme sono state reimpatriate giuridicamente in Italia sin dal 2009, con intestazione ad un intermediario autorizzato, e poi fisicamente trasferite in Italia, presso la BIM – Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni – in data 17/04/2017, cioè non appena dissequestrate dalle autorità croate che, dopo due anni di indagini, non avevano rinvenuto alcun motivo per prorogare il sequestro.

Mia moglie, con una scelta di completa trasparenza e correttezza, ha all’epoca deciso di revocare il mandato alla fiduciaria e di trasferire le somme presso una banca italiana, pur essendo formalmente al corrente dell’esistenza, sin dal 2013, di indagini a proprio carico per l’ipotesi di reato di riciclaggio.

Tali somme sono state integralmente acquisite al FUG in data 09/04/2019 per ordine del Procuratore Aggiunto della Repubblica, dott. Stefano Ancilotto.

Quindi il conto croato è stato effettivamente “svuotato” da mia moglie, che lo ha consegnato deliberatamente alla giustizia italiana.

Della sorte delle somme sequestrate deciderà il Tribunale competente.

Queste informazioni erano facilmente acquisibili, senza necessità di rivolgersi alle autorità croate, in quanto si tratta di movimenti tutti bancariamente tracciati in Italia, e quindi disponibili nell’anagrafe dei conti.

Oppure, bastava richiederle all’interessata.

Auspico che d’ora in poi, prima di avventurarsi in falsi “scoop”, venga fatta qualche elementare verifica in più.

Paolo Venuti