I dati dei conti correnti esteri degli italiani nei data base del Fisco

Addio al segreto bancario

Da lunedì 2 ottobre è operativo lo scambio automatico di informazioni tra le Amministrazioni Finanziarie dei Paesi che hanno aderito al CRS (Common Reporting Standard).

Il 30 settembre scorso era infatti la prima scadenza prevista, a carico delle Amministrazioni Finanziarie dei  Paesi aderenti all’accordo, per la trasmissione alle amministrazioni estere dei dati ricevuti dagli intermediari finanziari.

In breve, si tratta dei conti correnti e depositi titoli, ma anche polizze assicurative, detenute presso banche o altri intermediari esteri da persone fisiche o società (queste ultime, se detengono attività finanziarie che danno luogo a passive income, cioè interessi, dividendi ecc.), inclusa l’indicazione del beneficiario effettivo.

I Paesi aderenti all’accordo, compresa l’Italia, sono ormai 90 (praticamente tutto il mondo che conta, esclusa l’Africa, la Mongolia e qualche Paese ancora recalcitrante nel Medio Oriente, Sud Est Asiatico e America Latina).

Hong Kong, Svizzera, Caraibi, Channel Islands e buona parte dell’Oceania hanno ormai aderito.

Cinquanta Paesi (i c.d. “early adopters”) hanno dato esecuzione all’accordo dallo scorso 30 settembre, comunicando i dati relativi al 2016.

Gli altri quaranta Paesi aderenti comunicheranno per la prima volta entro il 30 settembre 2018 i dati del 2017.

Le informazioni ricevute dall’estero nell’ambito dello scambio automatico saranno possibile fonte di innesco di successive richieste dell’Amministrazione Finanziaria, mirate ad accertare eventuali evasioni di imposta.

Il segreto bancario è ormai bandito dal mappamondo.

 

Paolo Venuti